Cara Natura non ci sei più! Andiamo allo stadio a vedere un grande bosco grazie a Littmann!!

Non ci rendiamo conto di cosa ci stiamo perdendo forse perché non ci importa ma forse dovremmo riflettere sul perché siamo arrivati a questo disastro.


from Alessandro Costa
10 Sep 2023

Il mondo naturale risponde ad un cambiamento della nostra percezione al punto che la relazione con l’artificiale e gli interrogativi sul destino dell’ambiente che ci circonda attraversa oggi diversi linguaggi d’arte offrendo molteplici prospettive di riflessione. La Land Art con le sue dirompenti opere, ha mutato l’approccio dell’azione architettonico-artistica rispetto al paesaggio o alle immagini.

Nel 2019 in una esposizione (Triennale di Milano 2019) la celebre Broken Nature. Design takes on human survival, poneva inquietanti interrogativi sulle nostre responsabilità di esseri umani rispetto ai non umani e all’ambiente, visto che oramai siamo portati a riconsiderare in modo urgente e necessario il nostro rapporto con la natura e a fermare il nostro sguardo sul paesaggio. 

Klaus Littmann artista svizzero, allievo di Joseph Beuys, da anni impegnato in grandi opere per spazi pubblici, rimase folgorato da un disegno iconico, realizzato da un grande artista negli anni ’70, Max Peintner. L’opera magistralmente disegnata a china, rappresentava una città in cui domina il cemento, occupando ogni minimo spazio urbano e la natura è totalmente assente. I cittadini per poter vedere una pianta o un bosco dovranno andare in spazi riservati, come è successo con gli animali con gli zoo.

Ecco che nasce l’idea di raccogliere una foresta all’interno di uno stadio, dove i cittadini sono in osservazione sulle gradinate con gli alberi al centro. Uno spettacolo unico in cui la natura è la protagonista principale, con alberi perfetti ma lontani.

In base a quest’opera illuminante di Peintner, Littmann  precursore di concetti legati all’ecologia e alla biodiversità, decide di realizzare concretamente questa grande installazione.

Per questo ci vorranno ben trent’anni per la realizzazione, per trovare supporti economici e la location opportuna.

Dopo anni di ricerche e di incontri con amministrazioni pubbliche riesce, l’artista ha realizzare ed utilizzare il Wörthersee Stadion, lo stadio sul lago di Klagenfurt, cittadina nel territorio agricolo della bassa Austria, al confine tra Italia e Slovenia.

 

For Forest. Klagenfurt Stadium. Photo Claudia Zanfi

Con un inquinamento fuori controllo, che sta portando al collasso il pianeta, l’equilibrio naturale viene messo a rischio dai cambiamenti climatici, dove l’opera di Littmann vuole essere una provocazione che porta l’osservatore a riflettere che l’installazione FOR FOREST può essere interpretata come una scultura artistica o anche un simbolo filosofico della vita,  è come una sfida alla percezione dello spettatore.

L’installazione, la più grande mai realizzata in un’area pubblica in Austria, con la supervisione dello studio di paesaggisti Enea Landscape Architecture. L’opera è stata realizzata con 300 alberi di 18 specie diverse, alti tra gli 8 e i 15 metri, alcuni grandi esemplari di quasi 6 tonnellate sono poggiati su una speciale struttura in metallo per contenere le radici e non rovinare il prato. Il bosco è composto da una vasta gamma di specie arboree come l’ontano, il pioppo, il salice bianco, il carpino, l’acero campestre e la quercia comune. La composizione riprende il modello dei colori e le texture delle foreste della Carinzia, gli alberi provengono in prevalenza da vivai italiani, essendo l’Italia tra i pochi a trattare piante adulte

“Tutto questo grazie a una prospettiva completamente nuova e alla grande dimensione dell’installazione artistica, raramente realizzata in questa regione austriaca”, dichiara l’artista svizzero che ha studiato alla Düsseldorf Art Academy “e ciò che più mi importa di questa opera è la percezione che ognuno di noi potrà avere di fronte a qualcosa di provocatorio come un bosco al centro di uno stadio”.